
martedì 10 giugno 2008
ARCHIMEDE E...L' INGEGNERIA....(1)




Mongolfiera ad aria calda: viene riempita con aria calda (riscaldata fino ad una temperatura superiore alla temperatura ambiente); la maggior parte delle mongolfiere attuali è di questo tipo.
Mongolfiera di Rozier: rappresenta il tentativo di unire i vantaggi dei gas leggeri (maggiore potenza ed autonomia di sollevamento) con quelli dell'aria riscaldata (governabilità della quota), allo scopo di ottenere le massime prestazioni: sono mongolfiere di Rozier quelle che hanno effettuato le recenti circumnavigazioni del pianeta.
AVETE MAI VISTO ARCHIMEDE?
Spiegazione da un punto di vista "chimico"...

Tutto giustissimo, ma ora vi spiego nel dettaglio perchè galleggiamo.
Dipende tutto dalla composizione chimica del nostro corpo.
La seguente tabella mostra la percentuale di densità dei materiali che "costruiscono" (per così dire) il corpo umano:
| SOSTANZA | DENSITA’ |
| ACQUA DOLCE | 1.00 |
| ACQUA SALATA | 1.025 |
| APPARATO SCHELETRICO UMANO | 1.80 |
| APPARATO MUSCOLARE UMANO | 1.05 |
| STRATO ADIPOSO (QUANTITA’ MEDIA DI GRASSO PRESENTE NEL CORPO UMANO) | 0.94 |
| CORPO MASCHILE | 0.980 |
| CORPO FEMMINILE | 0.968 |
date le diverse densità delle varie componenti del corpo umano, in generale un corpo maschile ha una densità pari a 0.98 e uno femminile a circa 0.96. In entrambi i casi risulta, anche se di poco, essere inferiore rispetto alla densità dell’acqua, ed è questa la spiegazione del galleggiamento del corpo umano!!!
E’ chiaro, ovviamente, che non sempre ci si trova in queste generiche condizioni esposte, può capitare infatti che alcuni individui per particolari condizioni fisiche non abbiano una densità inferiore ad 1,00, e pertanto incontreranno non poche difficoltà a rimanere a galla.
Un esempio è dovuto all’adipe: il grasso presente nel nostro corpo è il fattore variabile più vincolante per la capacità di galleggiare di ognuno (una persona grassa galleggia molto più facilmente rispetto ad una persona magra).
La quantità di grasso che abbiamo nello strato sottocutaneo varia durante la crescita: durante i primi anni l’adipe infantile favorisce il galleggiamento; nell’adolescenza la riduzione dello strato adiposo compromette nella maggior parte dei casi il galleggiamento; quando si giunge in età adulta, lo strato adiposo si stabilizza sottocute e di conseguenza il galleggiamento può ritornare facile.
Ok, è concluso il nostro breve viaggio che ci ha portato nel principio di archimede, spero che vi sia piaciuto.
Alla prossima, baci a tutti, e buona serata!!!
ti è piaciuto?????
« Un corpo immerso (totalmente o parzialmente) in un fluido riceve una spinta (detta forza di galleggiamento) verticale (dal basso verso l'alto) pari al peso di una massa di fluido di forma e volume uguale a quella della parte immersa del corpo. Il punto di applicazione della forza di Archimede, detto centro di spinta, si trova sulla stessa linea di gradiente della pressione su cui sarebbe il centro di massa della porzione di fluido che si trovasse ad occupare lo spazio in realtà occupato dalla parte immersa del corpo. »
Tale forza è detta forza di Archimede o spinta di Archimede o ancora spinta idrostatica (nonostante non riguardi solo i corpi immersi in acqua, ma in qualunque altro fluido – liquido o gas).
Una formulazione più semplice del principio è la seguente:
« Un corpo riceve dal basso verso l'alto una spinta pari al peso del volume di liquido spostato »
La spinta si applica al baricentro del corpo immerso ed è diretta, secondo l'equazione fondamentale dell'idrostatica, verso il piano dei carichi idrostatici (o piano a pressione relativa nulla), che nella maggioranza
dei casi coincide con il pelo libero del liquido, ed è quindi diretta verso l'alto.
Archimede inventò la bilancia idrostatica, utilizzata per misurare il peso specifico dei liquidi. Sulla base di quelle rilevazioni, affermò:
« Qualsiasi solido più leggero[1] di un fluido, se collocato nel fluido, si immergerà in misura tale che il peso del solido sarà uguale al peso del fluido spostato »
« Un solido più pesante[2] di un fluido, se collocato in esso, discenderà in fondo al fluido e se si peserà il solido nel fluido, risulterà più leggero del suo vero peso, e la differenza di peso sarà uguale al peso del fluido spostato »
Il principio è quindi un caso particolare dell'equazione fondamentale dell'idrostatica, che vale finché il fluido può essere trattato come un materiale continuo, e questo avviene solo fintanto che le dimensioni dei corpi immersi sono abbastanza grandi rispetto alle dimensioni delle molecole del fluido.
Diversamente, il corpo (ad esempio dei granelli di polvere) è soggetto non più ad una spinta deterministica (di cui è noto modulo, direzione e verso, come quella di Archimede), ma ad una di carattere probabilistico che genera un moto Browniano.
sono stata bravissima, non è vero? eheh
INTERNET E' UNA TENTAZIONE TROPPO FORTE!!!!!! SCUSATEMI!!!!EHEH
STORIA DEL PRINCIPIO DI ARCHIMEDE
STORIA DEL PRINCIPIO DI ARCHIMEDE (Tratta dal “De architectura” di Marco Vitruvio Pollione):
Siamo nel III secolo a. C., Gerone , tiranno di Siracusa, decide di farsi un regalo: vuole per sé una nuova corona, molto più bella e preziosa della precedente. A tal proposito consegna l'oro necessario per realizzarla ad un orefice del posto. Come tutti i tiranni, è anche molto furbo e prima di consegnare l'oro all'artigiano, lo pesa accuratamente. Passano alcuni giorni e l'orefice si presenta a corte con una splendida corona. Gerone rimane incantato dalla bellezza del gioiello, ma durante la notte mille fantasmi popolano la sua fantasia: sospettoso, come tutti i tiranni, ha paura che l'orefice lo abbia imbrogliato e si sia tenuto parte dell'oro che gli era stato consegnato. Cosa fa secondo voi? Chiama un servo e gli ordina di pesare la corona ("se manca dell'oro, me ne accorgerò", pensava), ma il peso della corona corrisponde al peso dell'oro consegnato. Che sia stato onesto l'orefice? Gerone, da buon tiranno, ancora non si fida (pensa "se fossi stato al posto dell'orefice probabilmente avrei sostituito parte dell'oro con un uguale peso di argento, li avrei fusi bene insieme in modo da non distinguerli e ci avrei guadagnato qualcosa!!"). Confida queste sue ipotesi ad uno scienziato, Archimede, che rimane affascinato non tanto dalla diffidenza di Gerone, quanto dal problema posto: si chiede "c'è modo di scoprire quanto argento e quanto oro sono stati usati in un "miscuglio"? , per schiarirmi le idee vado prima a farmi un bel bagno caldo…" e "Eureka" (che in greco significa "ho trovato!"), quando un corpo viene immerso in acqua …
Secondo voi come si conclude la storia? E non barate, non andate a cercarlo in internet :-)
Argomento della discussione
Ho pensato che il nostro argomento potrebbe essere il principio di Archimede.
Facciamo in questo modo, io scrivo una cosa iniziale e voi mi rispondete, e cerchiamo in questo modo di creare una discussione circolare, cioè che abbia un inizio e una fine.
Ci state?
Vi piace?






