martedì 10 giugno 2008

STORIA DEL PRINCIPIO DI ARCHIMEDE

STORIA DEL PRINCIPIO DI ARCHIMEDE (Tratta dal “De architectura” di Marco Vitruvio Pollione):

Siamo nel III secolo a. C., Gerone , tiranno di Siracusa, decide di farsi un regalo: vuole per sé una nuova corona, molto più bella e preziosa della precedente. A tal proposito consegna l'oro necessario per realizzarla ad un orefice del posto. Come tutti i tiranni, è anche molto furbo e prima di consegnare l'oro all'artigiano, lo pesa accuratamente. Passano alcuni giorni e l'orefice si presenta a corte con una splendida corona. Gerone rimane incantato dalla bellezza del gioiello, ma durante la notte mille fantasmi popolano la sua fantasia: sospettoso, come tutti i tiranni, ha paura che l'orefice lo abbia imbrogliato e si sia tenuto parte dell'oro che gli era stato consegnato. Cosa fa secondo voi? Chiama un servo e gli ordina di pesare la corona ("se manca dell'oro, me ne accorgerò", pensava), ma il peso della corona corrisponde al peso dell'oro consegnato. Che sia stato onesto l'orefice? Gerone, da buon tiranno, ancora non si fida (pensa "se fossi stato al posto dell'orefice probabilmente avrei sostituito parte dell'oro con un uguale peso di argento, li avrei fusi bene insieme in modo da non distinguerli e ci avrei guadagnato qualcosa!!"). Confida queste sue ipotesi ad uno scienziato, Archimede, che rimane affascinato non tanto dalla diffidenza di Gerone, quanto dal problema posto: si chiede "c'è modo di scoprire quanto argento e quanto oro sono stati usati in un "miscuglio"? , per schiarirmi le idee vado prima a farmi un bel bagno caldo…" e "Eureka" (che in greco significa "ho trovato!"), quando un corpo viene immerso in acqua …

Secondo voi come si conclude la storia? E non barate, non andate a cercarlo in internet :-)

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